Il blog di Romena, a cura di Massimo Orlandi

La Via dell’Alba

Svegliati, alzati, guarda, ascolta, immagina: sono queste le tappe che scandiscono il percorso che si snoda lungo un sentiero vicino all’Eremo di Coltriciano, a due passi da Romena. Antonietta Potente, sorella domenicana e teologa, ha dedicato alla nostra “Via dell’alba” un libro consentendo ad ognuno di noi di percorrere quei passi alla luce delle sue parole, delle sue intuizioni, delle sue letture.

di Antonietta Potente

Scrive Christian Bobin: “Il mondo è pieno di visioni che attendono degli occhi. Le presenze ci sono, ma ciò che manca sono i nostri occhi. Chi la vede questa piccola felce impigliata in un ramo spinoso? Il vento la conosce, il vento le parla”.

I cinque passi della quotidianità

Tutte le tappe della Via dell’alba sono contraddistinte da un verbo: “Svegliati, alzati, guarda, ascolta, immagina”. Sono verbi e quindi indicano e suggeriscono un’azione, un movimento, un gesto: in fondo sono gli stessi movimenti e gesti che riempiono le nostre giornate ma, pur essendo semplici e normali, sono ammantati da un Mistero profondo, il Mistero che ci avvolge.

È importante notare che questi cinque passi o gesti, nascono da verbi che seguono tutti un tempo verbale chiamato “imperativo”. Su questo vorrei soffermarmi, perché non è solo un dettaglio grammaticale, ma indica qualcosa di molto importante, scoprendo così il senso interiore di questi gesti, che è ciò che più ci interessa. Il modo imperativo si chiama così perché deriva dal verbo latino e poi italiano “imperare”, in qualche modo essere capaci di gestire il luogo a noi affidato, con ciò che ha dentro. Nella nostra lingua e nel suo senso profondo, l’imperativo ha sempre e solo un tempo verbale: il presente, cioè non si può affidare qualcosa a qualcuno (cioè comandare) al passato o al futuro. Nel nostro caso è come se questi gesti o passi portassero con sé una certa urgenza che non può essere rimandata e che non può essere giustificata, magari per una fedeltà al passato. Questo si dà perché sono passi o gesti trasformanti.

Altro aspetto importante del verbo imperativo è che si riferisce direttamente a qualcuno. Questo implica un atteggiamento di fondo che è dovuto all’attesa; l’imperativo ci viene in ascolto o in visione.
A volte questo imperativo si trasforma in un invito e per questo è molto bello: siamo sempre esortate, esortati e dunque accogliamo un invito. “Coraggio”, “Vieni”, “Vai”, ecc…

A Coltriciano la via dell’Alba si fa tutti i giorni, come se si percorresse l’armonia di un cerchio ma, lo abbiamo detto, sono gesti che noi facciamo tutti i giorni: allora, questo cammino e questo piccolo libro che lo delinea come una mappa, sono per persone che vogliono innamorarsi. Non è una fuga dalla realtà, ma piuttosto un’amorosa attenzione.

Una porta aperta

Ovunque andremo ci sarà sempre una via dell’alba, e noi andremo con il nostro libretto in tasca o nello zainetto o nella borsetta. Le parole di questo piccolo libro vogliono essere come una porta sempre aperta. Ma per muoverci dobbiamo ricordarci ancora qualcosa.
Restare leggere, leggeri: non prendere mai troppo posto, cercare e aspettare che ciò che è sconosciuto si sveli.
Diventare invisibili: in questo periodo in cui ci sono molte parole, molte immagini, diventare invisibili è come diventare divine, divini. Esserci, ma essere invisibili, come fa la Divina Presenza.
Innamorarsi della realtà, che si ripete, ma ogni mattina non è mai la stessa.

Perchè all’alba?

È risaputo che il dormiveglia della natura è proprio quella frazione di tempo in cui tutta la realtà si tinge di chiaroscuri e che normalmente si definisce come aurora, alba e giorno. L’alba sta proprio in questa frazione di secondo in cui il cielo e quindi la realtà cominciano a mostrare i loro contorni, a indicarci che il giorno sta per iniziare. Naturalmente con questo annuncio in tutti gli esseri viventi avviene una veloce e rapida sequenza di trasformazioni e un susseguirsi di sensazioni.

L’inizio del giorno è infatti sinonimo di tante attività non solo umane, ma anche cosmiche: cambiamento di temperatura, fenomeni ottici particolari, i primi movimenti del corpo degli esseri viventi, il risveglio degli uccelli (…)

Forse per la maggior parte di noi che vive in città sono altri i rumori che indicano questo trasformante avvenimento quotidiano: il rumore dei primi autobus urbani che cominciano a prestare servizio, l’operatore ecologico che pulisce il marciapiede, alcuni uccelli di città che si rimettono in movimento per sopravvivere e imparare le abitudini umane. Comunque, in campagna o in città, in riva al mare o sulla cima di una montagna, nel bosco o nel deserto, l’alba è un momento trasformativo importante, così tanto da essere ricordato sempre, in tutte le vie di trasformazione mistico-spirituali e persino alchemiche.

Alba è il periodo intermedio fra la notte e il pieno giorno. Ha inizio al primo chiarore nel cielo e culmina con l’aurora, il momento nel quale il bordo del disco solare compare sopra l’orizzonte e il cielo si tinge di una luce dorata: per questo gli antichi parlavano di “ora d’oro”. L’alba è l’ultima fase del crepuscolo mattutino, quel momento in cui anche noi cerchiamo di svegliarci. Frazioni di secondo in cui la luce del sole è visibile solo tramite la diffusione indiretta da parte dell’atmosfera. È bello ricordare che queste intense sfumature sono le stesse del crepuscolo serale, quando il sole scompare.

Forse è proprio questa unione tra notte e luce, che noi dobbiamo ricordare e di cui le Scritture ci anticipano qualcosa, nella consapevolezza che ogni tempo è abitato dal Mistero, dalla Shekinah o Divina Presenza. È questa complicità tra notte e giorno che ci aiuta a superare quell’antico dualismo che ci ha reso nemiche e nemici dell’oscurità e superficialmente abitanti del giorno. Sono ancora le Scritture a dirci che con l’avanzare della luce ci viene offerto un dono e cioè: la stella luminosa del mattino (cfr. Ap 2,28; 22,16). Forse è questa la più bella consapevolezza della vita: non ci alziamo all’alba per fare penitenza, né per essere degli eroi. Ci alziamo all’alba per ricevere il senso della vita e di tutte le cose, per riconoscere che la vita c’è stata data, è questo il senso più bello della stella luminosa del mattino. Iniziamo a camminare…

La via dell’alba è anche il tema delle giornate per religiosi guidate da Antonietta che si svolgeranno dal 25 al 28 agosto prossimi.


Tratto dalla rivista di Romena, n. 33/2025 Agire con il cuore