Il blog di Romena, a cura di Massimo Orlandi

“I miei frammenti di luce”: Simone Cristicchi & Friends

di Gloria Peruzzi

Non è stato un concerto. Né una conferenza. È stato un tempo di ascolto condiviso, un grande prato trasformato in una comunità raccolta intorno alle parole e alla musica.

Migliaia di persone hanno partecipato a “I miei frammenti di luce. Sinfonia di voci per ricominciare”, l’evento ideato da Simone Cristicchi alla Fraternità di Romena (Pratovecchio, Ar), nel cuore del Casentino. Accanto alla millenaria Pieve romanica, con il profilo del Santuario della Verna a fare da sfondo, l’artista ha costruito un viaggio in cui canzoni, riflessioni e testimonianze si sono intrecciate senza soluzione di continuità, insieme ad alcune delle persone che più hanno segnato il suo cammino umano e spirituale: don Luigi Verdi, Guidalberto Bormolini, Marco Guzzi, don Francesco Fiorillo, il monaco zen Pino Soden Palumbo, Amara e il Piccolo Coro Melograno di Firenze.

«Volevo condividere con il pubblico non solo le mie canzoni, ma gli incontri che mi hanno aiutato nel mio percorso di ricerca», ha detto Cristicchi. «Ognuno di loro rappresenta un frammento di luce. In un tempo che ci spinge a parlare continuamente, abbiamo scelto di fermarci e di ascoltare. Credo che oggi questo sia già un modo per ricominciare».

Le sue canzoni hanno accompagnato il pubblico lungo questo percorso interiore. Da La prima cosa bella a Cerco una parola, dall’omaggio a Franco Battiato con Aiku fino alla commovente Quando sarai piccola, ogni brano ha dialogato con le testimonianze degli ospiti. Profonda l’intensità di Dalle tenebre alla luce e del monologo musicale Matto, tratto dallo spettacolo Franciscus, mentre I tuoi occhi, Le poche cose che contano, Che sia benedetta e Abbi cura di me hanno trasformato il concerto in un invito collettivo alla cura, alla speranza e alla responsabilità reciproca.

Ogni ospite ha consegnato al pubblico una parola, una visione, un’esperienza. Un mosaico di voci diverse, unite dalla ricerca di senso e dalla convinzione che il dialogo possa ancora aprire strade nuove.
«Il cambiamento nasce solo da forze profonde come la nausea, la fame o l’amore, che spingono l’uomo a non subire l’abitudine e a farsi popolo», ha ricordato don Luigi Verdi.

Per Guidalberto Bormolini, «non esiste una vita piena senza il coraggio di guardare anche la fragilità e il limite. È proprio lì che spesso si nasconde la possibilità di una trasformazione».

Marco Guzzi ha invitato a «non vivere la crisi come una condanna, ma come l’occasione per diventare persone nuove», mentre don Francesco Fiorillo ha ricordato che «la spiritualità non allontana dal mondo, ma rende più responsabili verso gli altri».

Significativa anche la presenza del monaco zen Pino Soden Palumbo, che ha sottolineato come «il silenzio non sia assenza, ma lo spazio nel quale possiamo finalmente incontrare noi stessi».

Accanto a Cristicchi, Amara ha condiviso alcuni dei momenti musicali più intensi della serata. «La musica», ha detto, «diventa davvero preziosa quando riesce a creare comunione. Questa sera abbiamo respirato qualcosa che va oltre uno spettacolo».

Applauditissimo anche il Piccolo Coro Melograno di Firenze, che con le sue voci bianche ha aperto e chiuso l’incontro, accompagnando il pubblico in un’esperienza vissuta da molti come un autentico momento di raccoglimento collettivo.

Per una sera, Romena è diventata il luogo in cui musica, spiritualità e dialogo hanno trovato un linguaggio comune, restituendo al pubblico un messaggio semplice e necessario: ricominciare è possibile quando si riscopre il coraggio dell’ascolto.

L’alba del giorno successivo ha prolungato idealmente questo cammino. Nello stesso prato che poche ore prima aveva accolto migliaia di persone, Amara ha regalato un concerto sospeso tra cielo e terra, mentre il sole illuminava lentamente la Pieve di Romena. Le sue canzoni si sono intrecciate ai “frammenti di luce” dei maestri che hanno ispirato il suo percorso artistico: Franco Battiato con Oceano di silenzio, Giorgio Gaber con E tu mi vieni a dire e la potente spiritualità de La sua figura di Giuni Russo. Un finale intenso insieme a Cristicchi ha accolto in un silenzio carico di emozione il sorgere del giorno.