Il blog di Romena, a cura di Massimo Orlandi

Una Chiesa cui si può dare del ‘tu’

di Massimo Orlandi

Un libro per raccontare una Chiesa vicina, prossima, cui si può dare del ‘tu’; martedì 27 gennaio, ore 21, sarà presentato a Bibbiena (Ar), alla Fondazione Baracchi, il libro “Don Matteo Zuppi uno di noi”. All’incontro saranno presenti Massimo Orlandi, autore del libro, e don Luigi Verdi.

“Immaginate che il vostro don diventi il “capo” della Chiesa italiana.
Immaginate addirittura che entri in un conclave come uno dei potenziali papabili.
Era il vostro confidente, era il prete che invece di parlare dei poveri ci stava insieme, che quando circolava qualche brutta notizia sui giovani, piuttosto che commentarla, era già sul posto.
Era la persona che vi aveva riavvicinato alla Chiesa.
Impossibile pensare che potesse guidarla. E invece…”

Comincia così il libro “Don Matteo Zuppi uno di noi” che martedì prossimo, 27 gennaio, ore 21, presenterò, per la prima volta, a Bibbiena, alla Fondazione Baracchi, insieme a don Luigi Verdi.

In altri tempi non avrei mai pensato che un giorno avrei scritto un libro su un cardinale, addirittura sul presidente della Cei.
Sentivo che tra me e quei livelli istituzionali c’era un abisso: come avrei potuto sostenere un dialogo autentico, vero, vicino, con una ‘eccellenza’ o una ‘eminenza’?

Poi è arrivato don Matteo. E sin da quando ha cominciato a venire a trovarci, a Romena, mi ha affascinato l’idea di restituire quella naturalezza, quella vicinanza, quell’empatia che nasce in ogni incontro con lui e che scaturisce da una vita passata sempre a contatto con le persone, specie di quelle più fragili.
Mi sono così sentito libero di chiedergli di tutto, proprio come si fa con un amico, con un confidente, ricevendo sempre una risposta non formale.

In questi incontri ho potuto verificare ciò che ho sentito sin dal primo momento: che il prete di strada non si è smarrito salendo vertiginosamente di grado.
Don Matteo è sempre don Matteo. La sua prossimità alle persone è un grande, bellissimo messaggio che riguarda non solo la Chiesa ma tutte le istituzioni: la gente torna a partecipare e a viverle se si sente ascoltata, se le sente davvero vicine, se avverte che c’è un terreno comune.

Martedì prossimo, a Bibbiena, don Matteo non ci sarà. Però lo renderemo presente sia facendo ascoltare alcuni brevi passaggi dei suoi incontri, sia affrontando, insieme a don Luigi, alcuni dei temi che sono stati trattati con lui: temi che riguardano il nostro approccio alla vita, alle sue bellezze e alle sue fatiche, il nostro rapporto con la fede e quello con il mondo in cui viviamo e le sue fortissime criticità.

Il libro sarà allora solo l’occasione per riflettere su chi siamo, sul nostro cammino di vita, sulle cose che contano. Quelle cose così vere e così vive che non possiamo guardarle a distanza: dobbiamo tenerle vicine. E dar loro del ‘tu’.