Il blog di Romena, a cura di Massimo Orlandi

Una piccola, grande sorpresa: la visita di Wolfgang Fasser

di Massimo Orlandi

“Oggi vi farò una sorpresa!” Gigi introduce così la riunione che ogni lunedì apre la nostra settimana.
Le novità, spesso inattese, sono di casa a Romena. Ma la percezione è che non si tratti di un annuncio, ma di un arrivo. Non a caso Gigi entra ed esce di continuo dalla sala, senza agitazione, ma anche senza nascondere un filo di sorriso. Non sospettiamo nulla, non intuiamo nulla. Anche per questo quando la porta si apre, la sorpresa ci investe come un vento caldo e gioioso: è Wolfgang, Wolfgang Fasser.

Accendo al volo la telecamera dello smartphone. La sorpresa non è solo nostra, è per tutti gli amici di Romena.
Wolfgang è una parte fondamentale della nostra storia. L’ha scritta dall’inizio. All’epoca, primi anni Novanta, di rientro da una lunga esperienza in Africa, aveva deciso di trasferirsi a Quorle, tra i boschi del Casentino, per vivere di semplicità e di natura. Parlava poche parole di italiano, ma già quelle erano bastate per stabilire una sintonia con Gigi, e con tutti noi.

Da allora la sua storia è stata parte della nostra. Molti lo hanno conosciuto a Romena, nelle infinite attività che ha guidato, moltissimi a Quorle, nel nostro eremo immerso nella natura, che ha curato e guidato per oltre vent’anni.
Tre anni fa Wolfgang ha deciso che l’esperienza di Romena e di Quorle avevano completato la loro traiettoria: il prossimo passo, alle soglie dei settant’anni, sarebbe stato il ritorno a casa, nella sua Glarus, la cittadina svizzera che aveva lasciato cinquant’anni prima per esplorare il mondo, per fare camminare la sua vita.

Ci manca tutto di lui. Il suo stile, la sua saggezza, il suo modo di riconoscere la perla di bellezza nascosta in ogni istante.  Vederlo aprire quella porta è stato come recuperare in un attimo la forza feconda della sua presenza tra di noi.

Dentro le pieghe del quotidiano, nel grigio di un lunedì d’inverno, veder arrivare quel basco rosso è stato come riconoscere, una volta di più, la bellezza semplice del cammino che condividiamo da 35 anni.
 “Sono venuto ad augurarvi buon anno” ci ha detto dopo aver raccontato, per sommi capi, le sue ultime novità.

“Buon anno, amico – abbiamo risposto senza, in realtà, pronunciare parola – Come vedi, la tua vita continua a riempire di meraviglia quella di tutti noi”.