Il blog di Romena, a cura di Massimo Orlandi

Il compleanno ‘speciale’ di una persona ‘speciale’

di Massimo Orlandi

“L’amore è qualcosa di fragile, è come una fiammella che devi custodire, la devi riparare dal vento, dalla pioggia, da tutto ciò che può spegnerla…”. Cominciava così una intervista di Maria Teresa Abignente per una trasmissione televisiva della Rai: in due minuti Matè, così la chiamiamo affettuosamente, aveva parlato dell’energia di vita più grande in un modo indimenticabile…

Chissà perché mi è venuta voglia di condividere questo frammento proprio oggi, nel giorno del suo compleanno, un compleanno speciale, una cifra tonda, sproporzionata rispetto ai suoi tratti giovanili, al suo sguardo curioso, alla sua verve di eterna ragazza.
Ho scelto di raccontarla con l’amore perché, anche se a Romena fa molte altre cose, questa è la sua specialità.

All’inizio del nostro cammino di Fraternità guidava corsi sulla coppia insieme a Giovanni, suo marito e nostro indimenticabile collaboratore, poi ha continuato a occuparsene da sola, ma grazie anche a Giovanni, che l’aveva spronata a restare, che ha continuato a esserci in una dimensione impalpabile, ma vera.

Maria Teresa era la persona giusta per accompagnare l’amore ferito dei genitori orfani dei figli del gruppo Nain, se n’è presa cura alla sua maniera, con garbo e tenerezza, con una presenza delicata, mai invadente. Se n’è presa cura perché aveva sperimentato da vicino un vuoto molto simile, ma anche perché non aveva mai perso la fiducia in quell’amore che sa andare oltre, che cuce finito e infinito, quell’amore che si protende di là del mistero, per abbracciarlo.

Con la stessa cura, e provando la stessa, inesprimibile gioia, Matè si è occupata anche dell’amore delle coppie, dell’amore di chi lo cerca, dell’amore di chi teme di averlo perduto.
‘Custodire l’amore’ è il titolo di uno dei corsi che lei guida, ed è anche l’invito che lei fa a ciascuno, a ciascuna, perché l’amore è l’energia più potente, ma anche quella più delicata.

Alla fine dei suoi corsi, all’indomani degli incontri col gruppo Nain, Maria Teresa ha sempre uno sguardo innamorato e gioioso: l’incontro con l’amore, sia con l’amore che dà gioia che con l’amore che fa male, è per lei tonificante perché le apre i pori vitali, perché la mette in contatto con il senso vero del vivere.

“La parola più bella dell’amore – dice ancora Matè in quell’intervista – non è ‘ti amerò per sempre’, ma è ‘ancora’; ‘ancora’ significa: tu non mi basti mai”. Così a lei non basta mai stare a fianco a quell’onda che a volte culla, a volte travolge ma che non si deve mai smettere di seguire.

Conosco Matè da oltre trent’anni. È la mia sorellina. Ed è anche uno dei motivi per cui amo, per cui tanti di voi amate Romena. In quel luogo ci sono varie pietre angolari: alcune, secolari, sostengono la pieve, altre molto più recenti, alimentano il suo cammino. Maria Teresa è una di queste.

Curioso: quest’anno insieme a lei anche altre due pietre angolari, Pigi e Wolfgang, hanno festeggiato lo stesso anniversario. Galeotto fu il 1955 per la nostra storia, per le nostre fondamenta.
Oggi tocca a lei. E allora concentriamoci sul far la festa a questa donna preziosa, alla sua sensibilità, alla sua saggezza semplice, alla sua femminilità profonda, a quel gene di scugnizza napoletana che ogni tanto scompiglia lei e noi regalandoci estro e creatività.

Tanti auguri Matè. In questi giorni ti sei presa un legittimo stacco, una vacanza, ma noi superiamo ogni distanza perché, lo dici sempre tu, le distanze in fondo non esistono.
Esiste il cuore, che arriva dappertutto.
Oggi ha la forma di un immenso, tenerissimo abbraccio da parte mia, da parte di tutti noi.